Un vischioso parassita natalizio

In questi giorni prenatalizi, due piante sono tra i più frequenti ospiti delle nostre case, una per essere decorata con palle colorate e lucine, l’altra per essere appesa al soffitto con un fiocco rosso e, tradizione vuole, portare fortuna a chi si bacia lì sotto. Stiamo parlando dell’abete e del vischio. A Natale, i due sembrano ignorarsi e si dimostrano pacifici e bendisposti a farsi addobbare o appendere a testa in giù. Ma nelle foreste dove crescono, i rapporti tra loro sono tutt’altro che amichevoli.
Il vischio della specie Viscum album non ama stare vicino al terreno e preferisce posizioni elevate da dove catturare il massimo della luce. Non ama nemmeno impegnarsi a raccogliere acqua e sali minerali dal suolo e preferisce che qualcun altro lo faccia al posto suo. Per questo ha adottato una strategia che lo vede crescere non a terra, ma sui rami più alti degli abeti e di almeno altre 400 specie di alberi tra cui pini, betulle, aceri, meli e pioppi. Sembra essere un vizio di famiglia perché tra le piante dell’ordine Santalales (di cui, oltre al vishio, fa parte anche il sandalo) l’abitudine parassita del vischio si è evoluta almeno cinque volte in maniera indipendente. Se alcuni suoi cugini prossimi possono essere definiti parassiti a pieno titolo, il vischio bianco viene più precisamente considerato un emiparassita, perché le sue foglie sono verdi e mantengono la clorofilla, e quindi la capacità di svolgere la fotosintesi. Il vischio bianco è perciò in grado di produrre da sé gli zuccheri necessari alla sua crescita e sopravvivenza, ma dipende dalla pianta ospite per l’approvvigionamento di acqua e sali minerali che questa preleva dal terreno e trasporta verso le foglie attraverso un sistema vascolare specializzato.

Albero con vischio
Il vischio rimane verde anche durante l’inverno, quando gli alberi che lo ospitano perdono le foglie

Ma come fanno questi piccoli semi a raggiungere i punti più alti delle chiome degli alberi? La strategia del vischio nostrano e dei suoi prossimi cugini si avvale della collaborazione di una serie di fattorini, soprattutto uccelli come la capinera e la tordela. Il vischio fa maturare le sue bacche bianche nei primi mesi invernali, quando i frutti selvatici non abbondano. Le bacche diventano così una preziosa risorsa per questi piccoli passeri per i quali rappresentano la principale fonte di cibo durante l’inverno. Il Turdus viscivorus, che come dice il nome, è un ghiotto mangiatore di vischio, sta addirittura abbandonando le sue abitudini migratorie a seguito di una maggiore diffusione della pianta infestante e dei suoi frutti. Dopo un lauto pasto, l’uccello vola via, per poi posarsi su un altro albero ed espellere i semi nel modo più naturale…

Seme vischio
Un seme di vischio attaccato a un ramo cerca di penetrarne la corteccia

E qui entra in gioco un’altra proprietà dei semi di vischio. Vi siete mai chiesti da cosa derivino i termini ‘viscoso’ o ‘invischiato’? Dall’appiccicosissima sostanza a base di cellulosa e mucopolisaccaridi che riveste i semi di vischio e li fa attaccare tenacemente ai rami degli alberi dove vengono depositati degli uccelli che li hanno ingeriti. Qui i semi germogliano e, per mezzo di una struttura specializzata chiamata austorio, penetrano nella corteccia dei rami delle piante infestate per intercettare il flusso di linfa grezza ascendente. Raggiungere i vasi della pianta ospite può richiedere anche diversi anni; per questo i semi del vischio e gli embrioni al loro interno sono verdi, equipaggiati con tutto il necessario a mantenersi in vita autonomamente fino al giorno in cui le radici saranno penetrate abbastanza a fondo nel legno dell’ospite da riuscire a rubargli acqua e nutrienti. Avvenuta la connessione, il vischio inizia a crescere e produce regolarmente un getto biforcato all’anno, cosa che ne rende piuttosto facile la determinazione dell’età.

Anche se il vischio ci sembra un grande approfittatore, si è visto che i danni che procura sono prevalentemente legati alla qualità del legno degli alberi infestati perché produce irregolarità, buchi e ispessimenti tra le venature. Per il resto, sembra invece essere una pianta di grande importanza per gli ecosistemi in cui abita: rappresenta una perfetta piattaforma per la costruzione di nidi da parte di molte specie di uccelli, e costituisce un’essenziale risorsa alimentare non solo per chi si nutre delle sue bacche, ma anche per insetti e funghi che ne mangiano foglie e nettare. In più, come preso dai sensi di colpa, restituisce parte dei nutrienti alla pianta che lo ospita nel momento in cui perde le foglie e le fa cadere al suolo. Essendo una pianta natalizia, in fondo in fondo anche il vischio è buono.

Auguri vischio

 

Fonti:
– Nierhaus-Wunderwald, D., Lawrenz, P. (2001) Biologia del vischio. WSL
– Mathiasen, R., Nickrent, D., Shaw, D., & Watson, D. (2008). Mistletoes: Pathology, ResearchBlogging.orgSystematics, Ecology, and Management Plant Disease, 92 (7), 988-1006 DOI: 10.1094/PDIS-92-7-0988

Foto:
Copertina: Pixabay
Pixabay, DiegoLegoWikimedia commons

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