L’orto di Nemo

Qualche settimana fa abbiamo visto che gli astronauti della NASA hanno assaggiato per la prima volta dell’insalata interamente cresciuta nello spazio. Oggi, dallo spazio ci spostiamo al fondo del mare, dove i subacquei del gruppo Ocean Reef hanno messo a punto un vero e proprio orto sottomarino, il Nemo’s garden.

I mari e gli oceani rappresentano una riserva d’acqua sostanzialmente illimitata e a temperatura quasi costante. Certo, è salata, ma questo problema viene affrontato dagli ideatori dell’orto di Nemo con il loro sistema di serre sottomarine. Le hanno chiamate ‘biosfere’, e ne hanno installate sette al largo della spiaggia di Noli, in provincia di Savona. Sono costituite da una struttura metallica ancorata al fondale e una cupola trasparente riempita d’aria che consente alla luce di filtrare. Sono aperte sul fondo, per permettere l’entrata degli agricoltori subacquei e per creare l’interfaccia acqua-aria necessaria ad alimentare il sistema. Le biosfere richiedono solo un apporto iniziale di acqua dolce, e successivamente si rendono autonome dal punto di vista idrico. La luce che raggiunge le biosfere ancorate a 5-10 metri di profondità è sufficiente per la fotosintesi, favorisce l’evaporazione dell’acqua e scalda l’aria all’interno delle biosfere. Questo provoca la condensazione dell’umidità sulle pareti più fresche a contatto con l’acqua esterna, e l’acqua dolce così ottenuta, di fatto distillata, permette la crescita delle piante.

orto di nemo

Nell’orto di Nemo si coltivano diverse piante, tra cui basilico, insalata, radicchio, timo, origano, zucchine, spinaci e aloe. Si tratta per il momento di specie di piccole dimensioni con cicli vitali brevi, che con la collaborazione del Centro di Sperimentazione e Assistenza Agricola (CERSAA) di Savona sono costantemente monitorate durante il processo di crescita. Analisi preliminari del basilico cresciuto nelle biosfere non hanno evidenziato alcuna differenza nel contenuto di oli essenziali e nell’aspetto se confrontato con quello cresciuto a terra. Si è però osservata una maggiore velocità di germinazione dei semi esposti all’alta pressione presente all’interno delle biosfere, che rappresentano un sistema più economico rispetto alle camere iperbariche per studiare le ragioni dell’aumentato tasso di crescita.

Le serre sottomarine proteggono le piante dagli agenti atmosferici che spesso impediscono la coltivazione sulla terraferma: offrono condizioni ambientali stabili, una temperatura quasi costante, con piccoli sbalzi termici tra il giorno e la notte, e alti livelli di umidità (tra l’85% e il 95%) che favoriscono la crescita delle piante. Tutti i parametri fisici e ambientali sono monitorati in tempo reale e i dati registrati sono utilizzati con finalità di ricerca e resi disponibili al pubblico. Qui è possibile vedere come si sta dentro la Biosfera3 proprio in questo momento, mentre il video qui sotto mostra immagini in diretta ventiquattro ore al giorno del sito dell’esperimento.
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Le biosfere sono isolate dal mondo esterno da uno spesso strato di acqua salata, al riparo dagli insetti erbivori, dai microrganismi patogeni e dalle piante infestanti che si diffondono facilmente sulla terraferma. Per questo la coltivazione nelle biosfere non richiede l’utilizzo di fitofarmaci e diserbanti, cosa che riduce l’impatto sull’ambiente, in questo caso l’acqua e il fondale marino.
Sebbene l’orto di Nemo sia un sistema a basso impatto ambientale, non inquinante e quasi autosufficiente, presenta una serie di limitazioni tecniche. La quantità di luce che raggiunge l’interno delle serre è limitata dall’acqua che le sovrasta e dal biofouling, la pellicola biologica costituita da alghe e batteri che tende a formarsi sull’esterno delle biosfere. I picchi massimi di illuminamento raggiungono i 6000 lux, mentre sulla terraferma, in una giornata di sole, questo valore supera i 100’000 lux. La scarsa illuminazione e la ridotta dimensione delle serre, pongono dei limiti alla varietà di piante che possono essere coltivate con successo all’interno delle biosfere. Una sperimentazione prolungata potrebbe evidenziare altri fattori di disturbo alla crescita delle piante, come la presenza di aerosol marino e di microorganismi acquatici.
L’orto di Nemo rappresenta un sistema eccezionale per studiare i processi di sviluppo e le proprietà biochimiche e organolettiche delle piante sottoposte alle particolari condizioni ambientali dell’ambiente sottomarino. Se si riuscirà a migliorare questa tecnologia per applicarla su più ampia scala senza alterare la caratteristica eco-sostenibilità, potrebbe rappresentare un’alternativa per le aree del mondo in cui le condizioni ambientali e morfologiche ostacolano l’agricoltura sulla terraferma.

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Fonti e foto:
Nemo’s Garden

Ringrazio la redazione di Scientificast.it per la revisione critica dell’articolo

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