Colza gialla, rossa o blu?

Di fronte all’edificio in cui lavoro nel campus dell’Università di Losanna, c’è un piccolo terreno in cui ogni anno viene coltivato qualcosa di diverso. Due anni fa il frumento, l’anno scorso i girasoli, mentre quest’anno c’è la colza (quella della foto) la cui fioritura primaverile fa splendere i campi di un giallo brillante. La colza, Brassica napus, è uno dei pilastri dell’agricoltura mondiale e viene utilizzata principalmente per la produzione di un olio, l’olio di colza appunto, che si posiziona al terzo posto nella classifica degli oli vegetali più utilizzati. L’olio è estratto dai semi della pianta, e il prodotto finale contiene solo il 7% di grassi saturi, come l’olio di oliva.

Il colore dei petali e gli aromi sprigionati dai fiori, sono strumenti che le piante utilizzano per attirare gli impollinatori che, nel caso della colza, sono api, bombi e sirfidi. Questi segnali però sono captati anche da organismi parassiti, che li utilizzano per identificare le piante di cui nutrirsi o su cui deporre le uova. È il caso del meligete (Meligethes aeneus), un coleottero che rappresenta una piaga per le coltivazioni di colza in Europa poiché, dopo averla riconosciuta, si nutre dei fiori e indebolisce la pianta, fino ad ucciderla. Fino ad oggi, la strategia più comune per contrastare le infestazioni di meligete è stato l’utilizzo di insetticidi piretroidi. Tuttavia, queste sostanze sono dannose per l’ambiente, in particolare per gli insetti benefici e gli organismi acquatici. Oltre a ciò, l’utilizzo continuativo di questa classe di insetticidi ha favorito la selezione di popolazioni di meligete resistenti all’insetticida stesso, riducendo così l’efficacia di queste sostanze nella protezione della colza.

meligeti fiori gialli
Oltre alla colza, i meligeti apprezzano i petali di altri fiori gialli: qui, un dente di leone.

Un’idea proposta da un gruppo di ricercatori britannici impegnati nella ricerca di strategie di contrasto al meligete che fossero meno nocive per l’ambiente, è quella di modificare il colore dei fiori per interferire col comportamento dell’insetto normalmente attirato dal giallo o dal bianco dei petali. I ricercatori hanno artificialmente colorato i fiori di blu o di rosso, e poi osservato il numero di insetti che sceglievano le piante di ciascun colore. I meligeti hanno dimostrato una netta preferenza (60%-80% in più) per il giallo e il bianco rispetto al blu e al rosso. Si è poi scoperto che la scelta degli insetti non è dettata dal colore per come è visibile all’occhio umano, ma piuttosto dalla capacità dei fiori di diversi colori di riflettere la luce ultravioletta in modo differente. In ogni caso, è emerso che le colorazioni meno riflettenti, come il blu e ancor più il rosso, scoraggiano la visita dei meligeti e proteggono le piante dall’erbivoria.

In futuro avremo campi di colza rossi? Se così fosse, sarebbe importante non rimuovere completamente la tradizionale colza gialla dai campi, ma seminarne qualche pianta in associazione con quelle di colore diverso così che fungano da esca per gli insetti. Questa strategia avrebbe anche l’importante funzione di ostacolare, o quantomeno rallentare, la selezione dei meligeti che, in mancanza dell’abituale fonte di cibo, cambierebbero le proprie preferenze cromatiche in favore del rosso di nuova introduzione, vanificando così il tentativo di contrastarne l’attacco agendo sulla colorazione dei fiori.

colza rossa
Colza rossa? (Photoshop)

L’approccio qui descritto presenta il vantaggio di escludere l’utilizzo di insetticidi nocivi. D’altro canto, per ottenere queste nuove colorazioni i ricercatori hanno somministrato dei coloranti tramite le radici, un approccio chiaramente inquinante e non sostenibile. La prospettiva sarebbe quindi quella di modificare geneticamente la colza per cambiare il colore dei fiori senza bisogno di additivi chimici in fase di coltivazione. Questa strategia pone però tutte le problematiche ambientali associate all’utilizzo di OGM e per questo si renderebbe necessaria un’attenta e approfondita valutazione delle conseguenze che l’introduzione di una varietà di colza rossa potrebbe avere sia a livello ecologico, come per il comportamento di altre specie di insetti, che per la salute umana.

 

Bibliografia:
– Cook, S., Skellern, M., Döring, T., & Pickett, J. (2013). Red oilseed rape? The potential for ResearchBlogging.orgmanipulation of petal colour in control strategies for the pollen beetle (Meligethes aeneus) Arthropod-Plant Interactions, 7 (3), 249-258 DOI: 10.1007/s11829-013-9252-5

Foto di Alice Breda
Copertina: Campo coltivato a colza nel campus dell’Università di Losanna

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