Giacinto d’acqua: piaga ecologica o opportunità?

Il giacinto d’acqua (Eichhornia crassipes) è una pianta acquatica che negli ultimi decenni ha attirato attenzioni e preoccupazioni da tutto il modo per la sua rapida diffusione e l’elevato tasso di crescita che rappresentano un rischio per l’ambiente e l’economia delle popolazioni che vivono nelle zone umide infestate da questa specie.

È una pianta originaria del bacino del Rio delle Amazzoni che forma tappeti liberamente galleggianti a pelo d’acqua grazie a lunghi steli rigonfi ripieni di tessuti spugnosi, e produce spighe composte di una decina di fiori rosa-viola. Probabilmente a causa dell’interesse rivestito da questa specie come pianta ornamentale, è stata introdotta a più riprese in tutti i continenti, dove si è diffusa tanto da guadagnarsi a pieno titolo la fama di specie invasiva. Oggi, il giacinto d’acqua cresce rigogliosamente in laghi, fiumi a lento scorrimento e stagni della maggior parte dei paesi compresi tra i 40imi paralleli Nord e Sud.

Le ragioni che hanno reso possibile la diffusione del giacinto d’acqua risiedono soprattutto nell’elevatissimo tasso di propagazione (che avviene illimitatamente per via vegetativa) e nella sua capacità di tollerare gradi variazioni di temperatura, pH e nutrienti dell’acqua in cui cresce. Con una produttività di 50 tonnellate (peso secco) per ettaro l’anno, è stata riconosciuta come una tra le piante con il più elevato tasso di crescita al mondo. Si tratta di una specie tetraploide (possiede quattro copie di ciascun cromosoma omologo); questa caratteristica è talvolta associata a organismi dotati di un’elevata capacità di adattarsi a condizioni ambientali molto diverse. Questo cariotipo può determinare un’aumentata ‘ricchezza’ genetica rispetto a specie diploidi, e di fatto, ciascun organismo possiede fino a quattro diverse versioni (o alleli) di ciascun gene che lo portano a disporre di maggiore plasticità fenotipica e lo rendono più flessibile e tollerante nei confronti di condizioni ambientali variabili. Tuttavia, sebbene la varietà genetica all’interno di ciascun organismo possa essere elevata, uno studio effettuato in sei diverse popolazioni cinesi di Giacinto d’acqua ha rivelato che la variabilità genetica tra organismi sia invece molto ridotta. Le analisi di marker genetici quali gli ISSR (inter-simple sequence repeats) non hanno evidenziato la presenza di polimorfismi tra le diverse popolazioni, che pertanto sono di fatto costituite da cloni pressoché identici originatesi per propagazione vegetativa da un unico organismo inizialmente importato.  

giacinto d'acqua specie invasiva

Le problematiche causate dalla diffusione incontrollata di questa specie in moltissime regioni del mondo sono di carattere ambientale, economico e sanitario. Ad esempio, i tappeti galleggianti di giacinto d’acqua costituiscono uno strato superficiale molto denso che non permette alla luce di filtrare in profondità, rendendo così improbabile la crescita delle specie vegetali sommerse. Inoltre, il giacinto d’acqua rilascia nell’acqua sostanze allelochimiche (metaboliti secondari a effetto interspecifico secreti con lo scopo di contrastare la crescita di altri organismi), provocando pertanto una riduzione della biodiversità negli specchi d’acqua in cui cresce. La crescita di E. crassipes causa anche un decremento dei livelli di ossigeno disciolto in acqua, che produce una riduzione della dimensione e della varietà delle popolazioni di specie ittiche con conseguenze negative per la biodiversità e per il sostentamento delle popolazioni di pescatori. E. crassipes rappresenta un ostacolo alla pesca anche in quanto costituisce una barriera fisica che può impedire la navigazione con piccole imbarcazioni. L’enorme massa vegetale prodotta da questa pianta ha rappresentato un problema anche per gli approvvigionamenti energetici urbani e rurali in Uganda, dove ha bloccato l’afflusso d’acqua verso la diga delle cascate di Owen che produce energia idroelettrica per tutta la regione del Lago Vittoria. Infine, i tappeti galleggianti di giacinto d’acqua costituiscono un habitat ideale per la riproduzione di organismi quali zanzare e lumache, vettori di patogeni e parassiti potenzialmente pericolosi per l’uomo.

Giacinto dacqua stelo spugnosoNonostante gli effetti negativi sin qui citati e ben documentati in letteratura, diverse organizzazioni ed enti di ricerca in tutto il mondo hanno considerato il giacinto d’acqua come una specie in grado di prestarsi a diverse applicazioni. Grazie ai tessuti fibrosi e l’elevato contenuto energetico e proteico, sono state sviluppate diverse tecniche che prevedono l’utilizzo di questo vegetale a rapida crescita per la produzione di bioenergia e fertilizzanti. L’alto contenuto di emicellulosa (30-55% del peso secco) fa del giacinto d’acqua un ottimo candidato per la produzione di bioetanolo utilizzato come carburante. La grande quantità di biomassa rappresenta una fonte di energie rinnovabili anche in quanto può essere impiegata per produrre gas naturale. Inoltre, il giacinto d’acqua ha attirato l’attenzione degli scienziati per la sua capacità di crescere in ambienti particolarmente inquinati. Numerose e approfondite indagini hanno rivelato che si tratta di un organismo estremamente utile per il trattamento delle acque reflue ed è oggi considerato un importante agente per la fitodepurazione. È stato infatti dimostrato che questa pianta può funzionare da filtro biologico nella rimozione di contaminanti tossici e di nutrienti quali azoto e fosforo dalle acque reflue industriali e agricole. Infine, E. cassipes ha un’affinità eccezionale per diversi metalli (tra cui piombo, rame, zinco, cadmio, cromo e alluminio) che vengono efficacemente traslocati dall’acqua ai tessuti della pianta.

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Giacinti d’acqua nel Beung Phra Ram, Ayutthaya, Thailandia

Fonti:
– Kateregga, E., & Sterner, T. (2007). Indicators for an invasive species: Water hyacinths in Lake Victoria Ecological Indicators, 7 (2), 362-370 DOI: 10.1016/j.ecolind.2006.02.008 
– Malik, A. (2007). Environmental challenge vis a vis opportunity: The case of water hyacinth Environment International, 33 (1), 122-138 DOI: 10.1016/j.envint.2006.08.004 
– Li, W., Wang, B., & Wang, J. (2006). Lack of genetic variation of an invasive clonal plant Eichhornia crassipes in China revealed by RAPD and ISSR markers Aquatic Botany, 84 (2), 176-180 DOI: 10.1016/j.aquabot.2005.09.008

Fonte dati mappa: 
Invasive Species Compedium

Foto:
– Copertina: Wikimedia Commons. CC BY 2.0
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Wikimedia CommonsCC BY-SA 3.0
– Alice Breda

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