I Giardini Botanici Proteggono la Diversità delle Piante, ma Quali?

Delle circa 350’000 specie di piante conosciute, una su tre cresce anche in un giardino botanico. Questa stima, bastata sui dati raccolti da BCGIBotanic Gardens Conservation International, ci dice che i giardini botanici di tutto il mondo fanno un ottimo lavoro nella conservazione delle specie vegetali, includendo nelle loro collezioni anche il 40% circa delle piante considerate a rischio di estinzione.

Ma quali specie sono conservate nei giardini botanici? Basta guardare la mappa qui sotto, generata con i dati di BCGI, per vedere che la maggior parte dei giardini botanici del mondo si concentra nelle zone temperate, in particolare nell’emisfero Nord. Qui, i giardini botanici non sono solo più numerosi, ma sono anche più ricchi di specie. Proprio il contrario di quello che succede in natura, dove sono le zone tropicali attorno all’equatore ad ospitare il maggior numero di specie vegetali.

Dati BGCI 2017. GardenSearch online database. Botanic Gardens Conservation International.  Richmond, U.K. Available at www.bgci.org

In più, mentre è relativamente semplice far crescere una pianta all’interno di un giardino botanico quando le condizioni climatiche rispecchiano quelle che la pianta incontra in natura, è molto più difficile coltivare una specie tropicale in un giardino nel nord Europa. Servono serre, illuminazione artificiale, umidificatori e riscaldamento, costosi e difficili da mantenere. Il risultato è che, mentre il 60% delle piante dei climi temperati sono conservate nei giardini botanici, solo una pianta tropicale su quattro è protetta in un giardino.

Ma la parzialità dei giardini botanici non è solamente geografica. Abbiamo infatti una predilezione per le piante grandi e fiorite, mentre quelle più discrete e primitive, come i muschi, sono comunemente dimenticate anche dai più grandi giardini botanici. Questa mancanza sembra negare l’importanza di queste specie, che non solo rappresentano le fasi fondamentali dell’evoluzione, quando le prime piante hanno colonizzato la terraferma, ma sono anche attori essenziali nel ciclo di nutrienti.

muschi giardini botanici
Avete mai visto muschi, epatiche e antocerote in un giardino botanico? Probabilmente no, perché solo il 5% delle specie che fanno parte di questi gruppi di piante non vascolari è rappresentato nei giardini botanici di tutto il mondo.

Come spiega Paul Smith, ricercatore dell’Università di Cambridge e autore di questo studio, siamo potenzialmente capaci di coltivare qualunque pianta al di fuori del suo habitat naturale, e «non c’è alcuna ragione tecnica per cui le specie a rischio debbano estinguersi». Grazie a studi come questo, la rete internazionale dei giardini botanici saprà dove sarà meglio concentrare i propri sforzi per «lavorare insieme ed evitare che altre specie vegetali si estinguano inutilmente».

Chelonanthus purpurascens giardini botanici
La tribù delle Helieae (Gentianaceae), di cui questo Chelonanthus purpurascens fa parte, cresce solo in alcune zone delle foroste tropicali americane. È uno dei gruppi di piante meno rappresentate nei giardini botanici, con l’83% dei generi mancanti.

Riferimenti: Mounce R, Smith P, Brockington S (2017) Ex situ conservation of plant diversity in the world’s botanic gardens. Nature Plants. PMID 28947807

Copertina: Palm House, Kew Gardens, Wikipedia CommonsCC BY-SA 3.0
Foto: Muschio, Marchantia polymorpha, Anthoceros agrestis, Chelonanthus purpurascens– CC BY-SA 3.0

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